Gleba - Dicono del romanzo

 

Lavoro, terrorismo, nuove tecnologie:  Gleba indaga la complessità del reale con un impressionante lavoro di documentazione

Massimo Carlotto

Personaggi che si muovono slegati, un po’ come ne "L’armata dei sonnambuli" di Wu Ming, "Purity" di Jonathan Frazen, "Mao II" di Don DeLillo e che nel corso della narrazione convergono, si sfiorano, si toccano, si assemblano in una vicenda tragica e disperata fatta di terrorismo cieco, inaridimento affettivo del capitale, sopravvivenza al cinismo globalizzato

Il Fatto Quotidiano


Pubblichiamo qui alcuni pareri sul romanzo, espressi da scrittori, critici, giornalisti, librai, semplici lettori. Anche il tuo, se ci contatti per farcelo conoscere.


Un romanzo d'inchiesta che mette al centro la fragilità del mondo del lavoro (precario, somministrato, svilito) attraverso quattro storie che s'intrecciano in modo originalissimo.
Giorgio Penazzi - bibliotecario
Un libro che si legge come un romanzo e che ti lascia la sensazione di aver letto un saggio.
Chiara Ferrari - bibliotecaria 
Un romanzo "gloomy", tenebroso, dove anche il terrorismo, tanto religioso quanto politico, è solo una risposta al vuoto esistenziale.
Pier Giorgio Ardeni - docente universitario
Un romanzo intenso e pieno, come solo i Tersite Rossi sanno scrivere. La loro cifra identificativa è la pienezza dei dettagli, lo scorticamento delle vite raccontate.
Manuel Figliolini - critico
Un romanzo bellissimo, scritto con un'accuratezza estrema.
Nevio Galeati - giornalista
Un romanzo che non è adatto a chi cerca letture confortevoli, ma che regala emozioni forti, a prova di amigdale sopite.
Michela Alfano - critica
Storia credibile
, documentazione attenta, personaggi caratterizzati.
Carlo Dogheria - giornalista
L’autunno del nostro scontento
, o meglio della desolante disperazione di un’intera generazione e di una società nel suo complesso.
Gabriele Ottaviani - critico
Tersite Rossi non racconta quello che non dobbiamo essere e nemmeno descrive dei modelli da imitare: ci immagina alle prese con una realtà più esplicita di quella in cui viviamo, per provare a sviluppare consapevolezza.
Dmitrij Palagi  - critico
La letteratura si fa politica
nel senso più alto.
Chiara Calò - libraia
Libri come "Gleba" aiutano a comprendere meglio chi non vogliamo essere. Ci interrogano. Ci scuotono. Ci lasciano con molti interrogativi. Ci invitano a essere attori e non spettatori. Individui e non servi. Ci fanno sentire meno soli.
Stefania Cima - libraia
Come sempre capita al termine di un romanzo dei Tersite Rossi, si ha la sensazione di aver studiato.
Marco Zanoni - critico
S’intuisce la notevole opera di documentazione, così come l’indagine sulla realtà, da cui tutto prende avvio.
Massimo Ricciuti - critico
"Gleba" è la cosa più bella e ben fatta che io abbia letto in questo 2019.
Stefania Iannolo - blogger
È come la pillola rossa di Matrix: non regala una soluzione, una via d'uscita. Ma è un pugno nello stomaco che fa male, come la verità.
Giorgio Picarone  - critico
Un libro che urla in ogni sua pagina, tremendo e bellissimo allo stesso tempo.
Patrizia Seghezzi - critica 
Un romanzo incendiario, dentro (e contro) un tempo devastato e vile. Pagine senza pietà, mille miglia lontano da una letteratura edulcorata, consolatoria, intimista, svenevole.
Carlo Martinelli - giornalista 
Esplode oltre le pagine, come dovrebbe provare a fare ogni libro, sfidando la realtà - le realtà - e la sua irrisolvibile complessità.
Federico Zappini - libraio
Picchia duro e non risparmia nessuno. Meglio di Houellebecq.

Cristina Di Canio - libraia
Uno specchio che rimanda una immagine terribile di una società altrettanto orrenda.
Antonia Del Sambro - critica
Protagonisti disarmanti, vivi, fragili, ricattabili, soli, stronzi, bellissimi, cattivi, estremisti
Federica Belleri - critica
Carico.
Andrea Bressa - libraio
Tersite Rossi traccia un quadro devastante grazie a una scrittura che tiene il lettore incollato alle pagine.
Lorenzo Mazzoni - scrittore